DA I.C.E.FOR UN SISTEMA INNOVATIVO DI EROGAZIONE
La corsa della Chimica Verde
MILANO • Nell'elenco ufficiale delle aziende italiane che hanno conseguito la certificazione ambientale europea Emas, dopo colossi multinazionali come St Microelectronics e Ciba la quattordicesima azienda eco-certificata in Italia ('99) è Icefor di Magenta (Milano), che ha anticipato sul tempo aziende come Enel, Edison o Unicredito Italiano. L'Icefor è un gigante dell'industria? Sviluppa fatturati con lunghe catene di zeri? No. Conta appena 45 dipendenti e registra un fatturato che si accosta ai 10 milioni di euro. È una piccola azienda chimica come migliaia. Produce detergenti e saponi per le pulizie industriali. Piccola azienda in termini assòluti, ma è piccolo anche il mercato in cui opera e in cui contende il terzo posto alle spalle di due grandi multinazionali. E colleziona certificazioni: dopo l'ecobrevetto per il suo stabilimento di Magenta, ecco le patenti ambientali di prodotto per alcuni detersivi, i diplomi, i premi ecologici; ora ha passato il primo esame per la certificazione sociale Sa 8000.
È una delle imprese della "nuova chimica", una di quelle aziènde che hanno una visione oltre la quotidianità spicciola. L'Icefor è una delle imprese che fanno innovazione e che resistono ai grandi mutamenti grazie a quel capitale immateriale che Giorgio Squinzi, presidente della Federchimica, definisce con la locuzione: «La materia prima è la materia grigia».
«Non avevo ancora 18 anni quando nel '60 avevo fondato l'Icefor come ditta individuale», ricorda il presidente Sergio Antoniuzzi. Acquistava le materie prime di provenienza petrolifera e produceva formulati per l'industria conciaria, per il tessile, per le lavanderie industriali. Con lo shock petrolifero degli anni 70 lo scenario è cambiato, le multinazionali della chimica sono entrate con forza nelle produzioni a valle. Centinaia di piccola aziende del settore, vasi di coccio fra quelli di bronzo, hanno chiuso i battenti; centinaia sono rimaste troppo piccole per emergere. «Per sopravvivere, ho dovuto concentrarmi in un settore e diventare il più bravo in quel settore. Dopo pochi prodotti per i compartì più diversi -aggiunge l'imprenditore- ho scelto il segmento dei detergenti e in quello siamo cresciuti». L'innovazione e l'ecologia sono gli strumenti che hanno consentito all'impresa di non essere fagocitata dai grandi e da un mercato difficilissimo nel quale operano moltissime microimprese che per resistere devono impegnarsi in politiche commerciali aggressive. Quasi tutto l'utile dell’Icefor viene investito in azienda; le spese in innovazione, sviluppo e in rafforzamento della qualità assorbono il 20 del fatturato. Un ritrattò dell'azienda: il capitale Sociale di 1,5 milioni di euro ne fa, tra le piccole aziende chimiche, un'impresa molto capitalizzata. Lo stabilimento(con show room aperto al pubblico) è a Magenta.
Non lontano, a Cassinetta di Lugagnano, c'è un impianto altamente automatizzato per le produzioni in conto terzi e un polo della logistica. In Russia a Pietroburgo, è appena stato avviato un altro stabilimento produttivo. Le produzioni principali sono i disinfettanti, con molecole sviluppate dall'Icefor (quattro nuovi disinfettanti sono in fase di autorizzazione) e l'area detergenti e detersivi. Le materie prime sono di orìgine naturale, quasi sempre vegetali, sali o solventi a basso impatto ambientale, come quelli tratti dalle bucce di arance e limoni. Dopo le comuni certificazioni, come l'Iso 9000, ecco la Certificazione ambientale Iso 14000, e subito dopo la più severa certificazione ecologica europea Emas. Sulla sicurezza, è arrivato il brevetto Ohs 18000 sulla sicurezza che certifica non solo il ciclo produttivo (come nel caso delle regole 626) ma anche i singoli prodotti. L'Europa ha conferito all'impresa magentina anche alcune certificazioni ambientali di prodotto per i detersivi. In arrivo il certificato sociale Sa 8000. «È una questione di etica industriale spiega l'imprenditore e di rispetto per i dipendenti e per i consumatori». Tanta attenzione sul prodotto, tante spese per conseguire le certificazioni. Ma c'è un beneficio sulle vendite? In un settore di prodotti "commodity", la specializzazione e l'innovazione ripagano? «Se la qualità ripaga su alcune tipologie di grandi clienti, in genere il prodotto ecologico non vende di più ammette Antoniuzzi ma il nostro è un investimento anche sul, domani: il mercato del futuro ci darà ragione anche sulle vendite».
JACOPO GILIBERTO
22 AGOSTO 2002
MATERIE PRIME NATURALI PER I DETERGENTI INDUSTRIALI
MAGENTA. Fattore ecologia per l’ Icefor di Magenta (Milano). Produce detergenti industriali. Ma il presidente, Sergio Antoniuzzi, ha deciso di “ripulire” il suo business. Fra le prime aziende italiane, la societa’ nel ’97 ha certificato il sistema di gestione ambientale secondo la norma Iso 14001 e nel ’99 ha aderito alla certificazione ambientale europea Emas. Si tratta delle certificazioni ecologiche sullo stabilimento (12mila metri quadri) e sul ciclo produttivo. L’ azienda conta 30 dipendenti. Le certificazioni ambientali servono soprattutto per avere un rapporto corretto e trasparente con chi vive attorno alla fabbrica, ma Antoniuzzi ha voluto fare business ambientale anche sui prodotti, che sono soprattutto i detergenti professionali usati per le pulizie industriali, nei grandi uffici e cosi via: saponi, disinfettanti, cere e cosmetici da risciacquo ad uso professionale.
Per esempio, le materie prime sono soprattutto essenze e coloranti idonei per uso cosmetico e quindi ipoallergenici, solventi derivati dall’arancio e dal limone, oli essenziali per le profumazioni naturali, tensioattivi con biodegradabilita’ dichiarata del 99% o di origine vegetale ( tratti dall’olio di palma o dallo zucchero).
I consumatori sono soprattutto le aziende di pulizia e le industrie: consumatori spesso attenti al fattore prezzo piu’ che alle valenze ambientali del prodotto. Ma anche il cliente professionale oggi scopre che un detergente a basso impatto ambientale riduce i rischi di utilizzo.